Solo un minuto, almeno questa volta. L’esperimento va avanti e da 3 toghether dovrò inserire quelli da ripetere.
Stanford e un mare per il bagno del sudore. Non questa volta. Ribadire perentoriamente lo spunto dell’idea embrione dello scrivere per crescere.
KillBurn. Animali a palloncino gonfiati rosso opaco, un cerchio bianco dal contorno rosso barrato blu.
Westh Hampstead. Anche qui murales su casa mignon a mattoncini marroni. Inciampa sul gradino rialzato in bolle fluttuanti rosa e azzurre.
Finchley Road. Mind the gap. Verde: scarpe, pantaloni, sciarpe e borse. A volte mi sento solo. Troppe emozioni non ne fanno una e una lascia troppo
Swiss Cottage. Spazio alle altre mille. Cielo verde stellato nero. Seduzione metropolitana. Tu non mi piaci!!
St. Johns Wood. Vedo nel mio cielo l’aria che fluttua con lettere, parole vocali e consonanti. Ammaliate dalle pressoché infinite possibilità che mi attendono, non attendo più e costruisco torri di babele soffici di parole ed emozioni calcando una delle mille vie che vedo delineate in trasparenza per i miei passi futuri. Esteticamente assordante il mio Sogno Bucato nella scoperta che infine per arrivare al successo ci sono almeno mille vie.
Baker Street. ED intanto il mondo si muove e noi con esso ma non ce ne accorgiamo. Così mi dimentico del nostro mondo piccolo e accogliente per girotonde tutte diverse ed attraenti. Lo so che mi vuoi, ora.
Bond Street. Lo svegliarsi solo su un letto piccolo che fino a poche ore fa era così accogliente giaciglio d’emozione. Devo alzarmi e svegliarmi, fa freddo. Devo scendere.
Green Park. Ma non è ancora finita. In ogni volto si cela un ricordo di sofferenza e uno d’amore.
[scritta indecifrabile]. Io sono indietro di un giorno. Niente panico è solo il venti. Lo STRIKE non si sente. La fine di oggi sarà domani. Ricordalo sempre. Quindi ieri è già finito. Lo dicevo: scrivo per vivere.
Victoria. Sei bravo ed hai anche un pollicione stampato sul tuo libro. Presto lo farò anche io. Ora il caldo è soffocante. Nello spazio.
Pimlico, no smoking please. 4057
Forse è veramente ora di scavallare le gambe e scendere qualunque sia la prossima fermata. Quaderno della consapevolezza. Ci siamo.
Rumore con le parole.
Oggi li guarderò tutti negli occhi perché è il momento che sappiano che quell’azienda sarà mia inesorabilmente. Questa vita è da percorrere quindi via alle idee per la scalata.
Finalmente la moda di giocare con le mie carte, la corsa è iniziata non te lo dimenticare. Questo maglioncino l’ha fatto mia nonna (non vi fa ridere?) Personalmente No!
Dove vai cammello facchino a bagagli fluorescenti arancio acceso
È rosso. No non lo è mai. Il rosso è un’illusione di due minuti al massimo, una pausa di riflessione più che altro
Vauxhall Park, ancora no grazie voce metallica pre registrata 22westnord non mi dimenticherò di te neanche io, non credere.
Wichiflane o la fabbrica del legno. Ho capito lo so che non è per me, ora ti ho stimolato
Tate Library. Ancora pochi passi
Le foglie ruotano volando vorticosamente e io non busso troppo forte. Nessuno si sveglia, nessuno risponde. Due centimetri mi dividono dalla verità ma, purtroppo, sono veramente opachi. Meno male che dieci pounds per il cellulare li avevo e le ricariche si fanno anche da Sansbury!
Una vasca stravagante con le rotelle in mezzo al cortile. Quasi mi faccio un bagno!
mi sono chiesto cosa sia la storia. Una parola scritta su un sasso, una pergamena sotterrata nella sabbia. Ma forse la storia è la vita lavata nel sangue e nella vecchiaia. La storia sono uomini e donne, la vita di persone che giorno dopo giorno hanno fatto scelte per la sopravvivenza o per seguire un sogno. Hanno sbagliato, sono caduti e si sono alzati.
La storia sono persone che hanno vissuto come viviamo noi ora, che hanno scritto come sto facendo io, con lo stesso spirito con cui noi scegliamo i jeans o i pantaloni di lino hanno selezionato il loro panni. Hanno mangiato e soddisfatto i loro bisogni, hanno pensato e visto toccato e riprodotto.
Tutto questo è la storia, noi siamo la storia ed un giorno saremo pergamena sotterrata. Questo è bene tenerlo sempre presente. Per chi soprattutto è affetto da depressione. Che ricordi la fine della sua vita, la storia e pensi al fatto che le sue pergamene saranno sotterrate e dissotterrate.
Ricordi che può scegliere la sua vita, ricordi che può essere vittima o carnefice, che può sopravvivere o raggiungere i propri sogni.
Questa è stata la vita, questa è stata la storia. Ora tocca a noi, è una scelta. Un impegno.
io scelgo di essere visionario, scelgo il sogno e l'obeittivo alto e nobile. scelgo la fedeltà all'ideale che strabilia la consuetudine parassita del presentismo dell'oggi, in cui il sogno è degrado in televisione e l'obiettivo è il fine mese.
Credo che la domanda giusta sia questa: quando avrò 80 anni, e mi guarderò indietro, cosa voglio vederE? cosa voglio aver creato?
Il Dandy in adorazione esteticamente net-futuristica
Idee, parole, poesia e arte di un Dandy net-futurista amante dell'estetismo rivitalizzato.
Netfuturismo estetico.
Nome: Gianluigi Ballarani
e-mail: giangi18(et)hotmail.it
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Quando scopri che il riflesso di un'anima trova piacere nel contemplare se stessa. Quando il buio di un'onda troppo alta sommerge la tua coscienza. Le grida si fanno spazio in questo arido deserto. L'amore per un vano sogno di bello effimero. Che prima o poi verrĂ bucato. Nell'estasi esteta.
SoGnObuCaTo
Nell'aberrante trionfo di Dioniso si alzino i calici all'ineffabile desiderio di Sè.
Perso
nel buio
di uno sguardo
smarrito.
Inutile
palpito
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