Home » poesiaTag correlati: amore, sogno, arte, elègeo, dio , estetismo, pensieri, amore nellistante, delfino, follia, news, poeti, sorriso, libri, scrittura
pubblicato lunedì, 11 maggio 2009, 17:51

Succede che a volte le emozioni si fanno colori e
luci. E ne avvertiamo le gradazioni,
sfumate che si perdono in giochi,
provocanti.
La delicatezza delle parole
giuste al momento
giusto.
Davanti agli occhi un fiore leggero come una nuvola.
Saporito come una spezia rara.
Profumato, come solo un fiore
sa essere.
Caldo.
e intenso,
come l'amore.
pubblicato martedì, 22 luglio 2008, 00:32

Elargita disinteressatamente la dolcezza mistificante elude la placida oculatezza dello sguardo attento.
Fanfara armoniosa tambureggiante. Cuore a grancassa.
Concerto di emozioni in tumulto confondono l’onda del sentimento nel mare della sensazione.
Ho sciolto nell’acqua il chiaro di una luna ormai spenta riaccesa dalla scintilla del fanciullesco vecchio dimenticato che si fa nuovo sbocciato nel profumo dei tuoi occhi infiniti.
[vivo l'amore nell'istante]
pubblicato domenica, 29 giugno 2008, 13:31

L'amore è il Respiro di un Delfino che salta tra le onde del Mare per prendere Aria
pubblicato sabato, 07 giugno 2008, 20:41
Avevo bisogno di scrivere. Di scrivere gocce sdrucciole che soffici levigano una pelle morbida.
Il pianto del cielo confessa il suo arbitrio elegante. Imparziale talvolta. Caoticamente incomprensibile spesso.
La libertà si erige non come arrivo. Tutt'altro. Si fa principio mai diplomatico, mai rude. Proprio di una carezza vellutata di un amante nel sonno. Quando le membra gridano pallide la loro lunare debolezza.
Talvolta sì,
la luna disarma.
Talvolta la preda si fa predatrice, posseduta scivola dalle mani preziose. La mente affoga impotente nei suoi stessi sogni e figura il dono perduto più prezioso degli arti medesimi. Mai sconsideratezza è tanto nitida e distinguibile come nel febbrile tumore dell'ombra vorace dell'amore nell'istante.
L'amore nell'istante investito in pieno petto dalla luce che irradia il nostro Io medesimo, proietta questa ombra funesta a miliardi di chilometri tale da confondere sè con la sua macchia nera.
Dio sente le catene che non lo imbrigliano.
pubblicato domenica, 04 maggio 2008, 01:33

Inzuppo il cuore nel sogno evanescente.
pubblicato venerdì, 18 aprile 2008, 16:18
Disincanto e portamento. Magnifiche e reverenziali luci soffuse presentano alla platea l'elegante poeta.
Turbini disordinati abbagliano gli spettatori impertinenti che sembrano, loro, recitare un copione. Tutti il medesimo scontato celebrativo atteggiamento gratificante.
Al diavolo conformi modalità di plauso. Al diavolo devoti sorrisi assuefatti.
L'esplosione virulenta dell'animo grottesco innalzato e raffinato da spezie candite, cerulea testimonianza di fervida immaginazione, incide graffi profondi sulle anime più monotòne.
Impressioni stupefatte si fanno pallidi visi policromatici, tinti degli azzurri più variegati del cielo, dei rossi bollori di lave incandescenti, dei gialli accecanti di pianeti infuocati, di violacei germogli di petali perduti.
Loro sono queste sfumature. Loro arpeggiano questi sentimenti. Vaghi. Più di maghi ciarlatani insolenti conoscitori di aruspiche discipline.
Loro. Disincanto e portamento. Venerazione. Assuefatta sottomissione dell'intelletto umano.
Loro. Si chiedono perchè non leggono.
Loro. Si chiedono perchè non possiedono.
Loro. Si chiedono perchè non valgono.
Leggete possedete e valete perchè questa è la risposta. Perchè le risposte senza senso sono degne servitrici di domande stupide.
pubblicato martedì, 15 aprile 2008, 18:03
Non era.
Non era d’invidia forse la lacrima della luna quella notte. Era di compassione per un credere sopraffatto e violentato. Era di follia per una notte di miraggio. Era di ringraziamento per la speranza inappagata dell’uomo.
Ricordo, ancora una volta.
Ricordo il bisbiglio di un sospiro ed il candore di un cielo stellato. Ricordo che erano il pilastro dell’intera mia esistenza.
Ogni tanto rileggo ed ammiro parole a cascata che scuotono le rocce della terra. Parole che mi sembra di non poter più interpretare.
L’arte della linea e del silenzio che comunica sentimento. Lettere sterili che si susseguono, innestano vita appassita da rinfrescare.
Il senso radicato nel non senso si fa baluardo di serenità. Si fa complice delle decisioni più impetuose. Mi dicono che sbaglio.
[Il bonsai è morto. È caduto dal balcone e si è frantumato nel suo giaciglio. Un vero peccato.]
Io scrivo. Scrivo per me, non per te, sprovveduto lettore. Scrivo perché occorre mettere ordine ai pensieri, dargli forma incomprensibilmente perfetta. Perfettamente elegante.
Scrivo perché amo. Amo emozioni d’amore che dipingo nelle lettere che disarmano, che scrivo nei quadri che travolgono. Amo emozioni di fremiti vibranti e detestabili. Ne amo il sapore virtuoso ed eccitante che scompiglia la frangia come il soffio del vento. Amo l’immagine dell’emozione, quella carica di passione, amo la voce delle sirene.
Siamo all’ennesima sintesi di una vita ancora da accarezzare.
Allora anche io ho imparato a dire FORSE alla vita. Il forse di un urlo libero.
Credo che nella vita si debba leggere. Credo che si debba leggere anche qualora il significato sembri incomprensibile. È una sorta di concessione che fa l’autore al fruitore. Una sorta di coinvolgimento in cui si da piena liberà di interpretazione. Ed è questo che accade.
Suscitando emozioni. Le mie però. Forse accade qualcosa.
Bisogna anche scrivere. Scrivere per ricordare. Scrivere per fotografare sentimenti.
L’ineleganza vomitata dalla turbina del malessere è stata annientata nella medesima decisione. L’arancio e il verde si interrogano sulla loro permanenza. Elègeo urla sgraziatamente dalla sua cella di essere trattato come gli spetta. Come gli spetterebbe.
La sua è una voce profonda soffocata da pareti dorate ovattanti. Eppure rimbomba assordante e vorticosa. Vuole il suo trionfo, come è stato, come sarà. Vuole un futuro di cieli viola e nuvole rosa. Vuole l’emozione dell’amore delicato e vacuo, del delfino che salta dal mare per prendere aria.
Vuole l’amore del respiro di vita. Urla perché vuole che io lo senta. Vuole. Vuole gustare nuovamente la dolcezza della melagrana rossa. Corposa, da sgranocchiare.
Amante dei calici e delle disfatte la rosa appassita è rimasta nel profondo del cuore, in un’emozione d’amore. Impressa e pronta ad ogni richiamo. Non era forse. Non era ma è stato.
Che importa? Un astro luminoso ha bruciato la rosa immortale. Possibile? [nò]
Elègeo avrà il suo trionfo.
pubblicato lunedì, 12 novembre 2007, 11:51
Nell'Estasi Esteta
Gianluigi Ballarani
pubblicato domenica, 11 novembre 2007, 16:08
pubblicato domenica, 16 settembre 2007, 22:52
Per le strade si mormora che le parole dolci sussurrate di notte possano influenzare i sogni anche se pronunciate a centinaia di km di distanza..
Beh, io ho bisbigliato alla luna con il cuore in gola il nostro amore eterno.
Lei ha versato una lacrima di invidia e ha soffiato delicatamente il mio sogno nel tuo sonno...
Un bacio velato zuppo di straamore.
|
Il Dandy in adorazione esteticamente net-futuristica
Idee, parole, poesia e arte di un Dandy net-futurista amante dell'estetismo rivitalizzato.
Netfuturismo estetico.
 Nome: Gianluigi Ballarani
e-mail: giangi18(et)hotmail.it
skype:

Quando scopri che il riflesso di un'anima trova piacere nel contemplare se stessa. Quando il buio di un'onda troppo alta sommerge la tua coscienza. Le grida si fanno spazio in questo arido deserto. L'amore per un vano sogno di bello effimero. Che prima o poi verrĂ bucato. Nell'estasi esteta.
|