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pubblicato lunedì, 11 maggio 2009, 17:51

Succede che a volte le emozioni si fanno colori e
luci. E ne avvertiamo le gradazioni,
sfumate che si perdono in giochi,
provocanti.
La delicatezza delle parole
giuste al momento
giusto.
Davanti agli occhi un fiore leggero come una nuvola.
Saporito come una spezia rara.
Profumato, come solo un fiore
sa essere.
Caldo.
e intenso,
come l'amore.
pubblicato mercoledì, 13 agosto 2008, 16:43

Chiudere le palpebre e lasciare la vista agli occhi della mente. Dalla traccia della vissuta contemporaneità ad un percorso fluido e spontaneo di immagini sensoriali a macchia.
La necessità del sogno lucido lascia spazio ai nessi inconsci della mente repressi dal Tiranno Controllore. Ne sento la viva necessità.
Seduto. Erba verde asciutta e morbida in semicollina. Fitta come un campo da calcio ma non abbastanza da nascondere il marrone scuro della terra morbida ben nutrita d’acqua. Le mani si appoggiano e sprofondano poco al contatto con l’impasto molle e delicato. I fili verdi accarezzano la pelle insieme al vento rinfrescante.
Steso a testa in giù nella semicollina guardo il sole accecante, palla infuocata con un sorriso bislacco e baffi neri affusolati. È caldo ma non si suda per via dell’aria. Fresca.
Un’ombra oscura, per un solo istante, il sole passando da una parte all’altra della luce. Un animale volante simile ad una mucca maculata a chiazze irregolari nere e bianche. Due Ali d’acquila enormi distese scuotono l’aria a possenti battiti costanti.
Cavalco la Mucca volante a chiazze irregolari seduto comodo accarezzo il suo pelo corto liscio.
Il cielo si infiamma di lingue rosseggianti. Sguaino il mio spadone lucente che mi accorgo di avere allacciato dietro la schiena. Lo impugno a due mani.
Il cielo Rosso diventa terreno di battaglia tra nuvole incandescenti e fiamme voraci, demoni periscono sotto la mia Lama tagliente.
Ora. Nell’orizzonte scarlatto appare un vulcano in eruzione esplosiva di zampilli e magma incontrollato. La bocca si fa incubatrice vorace del Demone dagli occhi brillanti neroaccesso. Il più maestoso di tutti. Quegli occhi mi fanno paura. E nella paura la spada trova nuova forza cangiante nel colore e nella potenza d’impatto.
Da nerobruciato si fa argentopaco e oroinfiammato.
Le Lingue di fuoco sputate dal demone dagli occhi brillanti neroacceso vengono assorbite dalla spada micalizzata che le rende docili come fanciulli nel sonno davanti al caminetto la sera d’inverno. Non sento più il calore del fuoco fuori. Lo sento dentro che brucia.
Un solo affondo e le fiamme sono nella sua carne trafitta dalla lama affilata. Gira come un arrosto. La lama nella carne calda.
Il demone si disintegra vaporizzato.
A terra solo un cuore.
Dentro tanti volti, tanti occhi adoranti.
pubblicato domenica, 27 luglio 2008, 19:48

Tremore del fremito di paura d’ignoto si fa pulsione nucleare di entusiasmo vibrante e variopinto.
Dove Domani?
Rivalsa di conquista del mondo destrutturata. Mondo come partenza per l’avanguardia nell’universo splendido.
Anti.Provincialismo Estetico
pubblicato venerdì, 04 luglio 2008, 13:08
pubblicato domenica, 15 giugno 2008, 16:05

Talvolta non occorre capire
ma solo Ascoltare
pubblicato martedì, 10 giugno 2008, 14:39
Flussi Congetturali Astrali Devianti e Assuefacenti.
Così il tanto sognato bagno di menti attraenti ha concepito la sua realizzazione, partorito tra le risa dolci di una semplicità elegante, tra le candele spente
e accese.
La notte della terra inghiottita nel buio ha ritrovato il rinnovato risveglio nella luce delle parole.
La luna ne ha gioito ed ha pregato di non tramontare incantata dalla verità esteticamente assordante del senso che si fa sentimento condiviso.
Di più.
Del sentimento che da condiviso si socopre medesimo nella fusione delle anime.
Laptopdannè
pubblicato sabato, 07 giugno 2008, 20:41
Avevo bisogno di scrivere. Di scrivere gocce sdrucciole che soffici levigano una pelle morbida.
Il pianto del cielo confessa il suo arbitrio elegante. Imparziale talvolta. Caoticamente incomprensibile spesso.
La libertà si erige non come arrivo. Tutt'altro. Si fa principio mai diplomatico, mai rude. Proprio di una carezza vellutata di un amante nel sonno. Quando le membra gridano pallide la loro lunare debolezza.
Talvolta sì,
la luna disarma.
Talvolta la preda si fa predatrice, posseduta scivola dalle mani preziose. La mente affoga impotente nei suoi stessi sogni e figura il dono perduto più prezioso degli arti medesimi. Mai sconsideratezza è tanto nitida e distinguibile come nel febbrile tumore dell'ombra vorace dell'amore nell'istante.
L'amore nell'istante investito in pieno petto dalla luce che irradia il nostro Io medesimo, proietta questa ombra funesta a miliardi di chilometri tale da confondere sè con la sua macchia nera.
Dio sente le catene che non lo imbrigliano.
pubblicato venerdì, 18 aprile 2008, 16:18
Disincanto e portamento. Magnifiche e reverenziali luci soffuse presentano alla platea l'elegante poeta.
Turbini disordinati abbagliano gli spettatori impertinenti che sembrano, loro, recitare un copione. Tutti il medesimo scontato celebrativo atteggiamento gratificante.
Al diavolo conformi modalità di plauso. Al diavolo devoti sorrisi assuefatti.
L'esplosione virulenta dell'animo grottesco innalzato e raffinato da spezie candite, cerulea testimonianza di fervida immaginazione, incide graffi profondi sulle anime più monotòne.
Impressioni stupefatte si fanno pallidi visi policromatici, tinti degli azzurri più variegati del cielo, dei rossi bollori di lave incandescenti, dei gialli accecanti di pianeti infuocati, di violacei germogli di petali perduti.
Loro sono queste sfumature. Loro arpeggiano questi sentimenti. Vaghi. Più di maghi ciarlatani insolenti conoscitori di aruspiche discipline.
Loro. Disincanto e portamento. Venerazione. Assuefatta sottomissione dell'intelletto umano.
Loro. Si chiedono perchè non leggono.
Loro. Si chiedono perchè non possiedono.
Loro. Si chiedono perchè non valgono.
Leggete possedete e valete perchè questa è la risposta. Perchè le risposte senza senso sono degne servitrici di domande stupide.
pubblicato martedì, 15 aprile 2008, 18:03
Non era.
Non era d’invidia forse la lacrima della luna quella notte. Era di compassione per un credere sopraffatto e violentato. Era di follia per una notte di miraggio. Era di ringraziamento per la speranza inappagata dell’uomo.
Ricordo, ancora una volta.
Ricordo il bisbiglio di un sospiro ed il candore di un cielo stellato. Ricordo che erano il pilastro dell’intera mia esistenza.
Ogni tanto rileggo ed ammiro parole a cascata che scuotono le rocce della terra. Parole che mi sembra di non poter più interpretare.
L’arte della linea e del silenzio che comunica sentimento. Lettere sterili che si susseguono, innestano vita appassita da rinfrescare.
Il senso radicato nel non senso si fa baluardo di serenità. Si fa complice delle decisioni più impetuose. Mi dicono che sbaglio.
[Il bonsai è morto. È caduto dal balcone e si è frantumato nel suo giaciglio. Un vero peccato.]
Io scrivo. Scrivo per me, non per te, sprovveduto lettore. Scrivo perché occorre mettere ordine ai pensieri, dargli forma incomprensibilmente perfetta. Perfettamente elegante.
Scrivo perché amo. Amo emozioni d’amore che dipingo nelle lettere che disarmano, che scrivo nei quadri che travolgono. Amo emozioni di fremiti vibranti e detestabili. Ne amo il sapore virtuoso ed eccitante che scompiglia la frangia come il soffio del vento. Amo l’immagine dell’emozione, quella carica di passione, amo la voce delle sirene.
Siamo all’ennesima sintesi di una vita ancora da accarezzare.
Allora anche io ho imparato a dire FORSE alla vita. Il forse di un urlo libero.
Credo che nella vita si debba leggere. Credo che si debba leggere anche qualora il significato sembri incomprensibile. È una sorta di concessione che fa l’autore al fruitore. Una sorta di coinvolgimento in cui si da piena liberà di interpretazione. Ed è questo che accade.
Suscitando emozioni. Le mie però. Forse accade qualcosa.
Bisogna anche scrivere. Scrivere per ricordare. Scrivere per fotografare sentimenti.
L’ineleganza vomitata dalla turbina del malessere è stata annientata nella medesima decisione. L’arancio e il verde si interrogano sulla loro permanenza. Elègeo urla sgraziatamente dalla sua cella di essere trattato come gli spetta. Come gli spetterebbe.
La sua è una voce profonda soffocata da pareti dorate ovattanti. Eppure rimbomba assordante e vorticosa. Vuole il suo trionfo, come è stato, come sarà. Vuole un futuro di cieli viola e nuvole rosa. Vuole l’emozione dell’amore delicato e vacuo, del delfino che salta dal mare per prendere aria.
Vuole l’amore del respiro di vita. Urla perché vuole che io lo senta. Vuole. Vuole gustare nuovamente la dolcezza della melagrana rossa. Corposa, da sgranocchiare.
Amante dei calici e delle disfatte la rosa appassita è rimasta nel profondo del cuore, in un’emozione d’amore. Impressa e pronta ad ogni richiamo. Non era forse. Non era ma è stato.
Che importa? Un astro luminoso ha bruciato la rosa immortale. Possibile? [nò]
Elègeo avrà il suo trionfo.
pubblicato mercoledì, 09 gennaio 2008, 14:02
I rombi di scrittori audaci e pittori demolitori travolgono la carestia del fruitore sommesso.
Basta ai pallidi e silenti contadini pseudo intellettuali che assecondano timidamente il volere di vecchi dipinti stracci e ricuciti con venerazione da restauratori miopi.
Sciogliamo il vecchio e il marcio della nostra arte passata strizziamolo in un secchio senza fondo sigilliamolo ermeticamente con ferri battuti da fabbri insolenti!
Credo nella volta celeste rinnovata di un'esplosione di fuochi d'artificio accecanti, che è l'unica visione che può realmente illuminarci. Un estetico rinnovamento del neofuturismo. Un rincorrere che assomiglia ad una monnalisa perfetta, perfettamente infilata nel cesso al secondo piano di casa mia.
Audacia e rumore traumaticamente cibernetico. Esteticamente perfetto e assordante.
Ad neofuturum
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Il Dandy in adorazione esteticamente net-futuristica
Idee, parole, poesia e arte di un Dandy net-futurista amante dell'estetismo rivitalizzato.
Netfuturismo estetico.
 Nome: Gianluigi Ballarani
e-mail: giangi18(et)hotmail.it
skype:

Quando scopri che il riflesso di un'anima trova piacere nel contemplare se stessa. Quando il buio di un'onda troppo alta sommerge la tua coscienza. Le grida si fanno spazio in questo arido deserto. L'amore per un vano sogno di bello effimero. Che prima o poi verrĂ bucato. Nell'estasi esteta.
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