
Ho smesso di chiedermi chi esprime pensieri anonimi sulle mie parole. Non conta più. Non ne sarei in grado. Non sarei in grado di lasciar cadere delle lettere in ordine, comunicare un messaggio fosse anche un suono, una sensazione, l’eco di un’emozione, senza il gusto paternale della sovranità demiurgica.
No, non ne sarei in grado.
Come se il dibattito non avvenisse tra individualità distinte. Quasi entità rarefatte, lettori ossuti non appartengono a queste dinamiche . Fantasmi soffiati di sensibilità e sentimento. Fantasmi che temono d'esser scorti.
Il sogno è credere ed emozionarsi
Senza ascoltare le urla d'invidia di chi non riesce a trovare uno scopo nella vita, di chi vorrebbe affossarti per attenuare la frustrazione dell'impotenza, di chi riesce solo a guardare il lato brutto delle cose, di chi non sa emozionarsi con le parole di uno sconosciuto.
Esistono i codardi e gli invidiosi, i frustrati e gli impotenti, i vigliacchi e i pavidi, i conigli e i vili.
Queste categorie comunicanti, si incontrano nella vita di tutti i giorni come nel web. Ma dietro lo schermo di un computer non li riconosci dagli occhi bassi e dal risentimento del disagio da frustrazione. Non ti accorgi di loro perchè parlando male di te alle spalle o per la loro doppia faccia. E' molto più semplice. Sono quelli che scrivono gli insulti anonimi. I conigli del web.
Se hai un sogno, non ti curare di questi piccoli insignificanti puntini. Perchè neanche la tua pena si meritano.
[Se stai per commentare con parole d'invidia come anonimo, sto parlando di te. Puntino.]