Hanno respirato tra queste dita centinaia di anime. Letto.
Riletto.
Hanno ascoltato le melodie ipnotiche delle sirene.
Hanno assaporato la loro dolcezza infinita. Fino in fondo.
La musica ha accompagnato e rimescolato tutte le tonalità di emozione. Le parole si sono intrecciate annodate confuse. Hanno brillato la luce pura delle stelle. Sono esplose con esse. Si sono ricongiunte susseguite rincorse.
È stato il sogno dell’amore esploso in zampilli infuocati.
Come le farfalle. Che a seguirle si perdono gli occhi.
Succede talvolta che leggiamo alcune parole, scritte, in un certo momento della giornata che ci lasciano una certa sensazione dentro. Queste parole, come fosse un incantesimo, riescono a farci ripensare a tutti i momenti più belli che abbiamo vissuto con certe persone. Quelle che amiamo. Di quell’amore che è sempre vivo dentro di noi. Adesso, per me possiamo ascoltarle e pronunciarle. Come se fossero scritte appositamente per noi. Ora. Quell’amore senza tempo. L’amore delle emozioni forti profonde infinite. L’amore di bellezza e sentimento. Per me, è l’amore del sogno senza risveglio. Adesso, possiamo accorgerci di come sia la confusione a guidare le nostre idee. Di come le sensazioni si fanno intense. Di come l’amore si accende e si infiamma. Ora, per me l'amore come le farfalle. Questa è la vita.
Ti sarai accorto che nella vita a volte accade che non importa tutto ciò che hai intorno, importa il sogno e il sentimento. Spesso, il sentimento del ricordo rivissuto.
La maggior parte delle conversazioni che si hanno durante una giornata, sono ad un livello superficiale. Quello in cui “come stai? Quanto tempo che non ci vediamo”, raccoglie la risposta leggera e impotente.
Altre volte invece, molto di rado in verità, succede che si accede ad un livello conversazionale profondo. Un livello in cui si condivide molto più della parola in sè. Si condivide il sentimento e l’emozione. Questo tipo di conversazione, non è in genere solo verbale. Non è una chiacchierata di parole. Anzi e soprattutto si parla con emozioni. Si parla con il corpo e con il respiro, con il tono della voce e la musicalità della parola.
Ti ricorda niente?
Scrivere per ricordare è diverso da scrivere per non dimenticare.
Lo ricordo bene, era la prima prova della maturità. Un’uniforme incredibilmente comoda, un respiro inconfondibilmente profondo. Processi sinottici plurimi simultanei brindavano a pieni calici il trionfo dell’assuefacente sul seducente. Era il medesimo. Forse è questo il motivo per cui scelgono certe tracce.
Ne parlavo oggi con Claudia, di come la sua situazione sentimentale fosse pallida e convulsa. Eppure lei se la godeva proprio per via della distanza. Brindare in affollate solitarie discoteche con champagne versati da tordi imbecilli il cui unico barlume di futuro è nel penultimo sorso di mojito non bevuto. Quello che si confonde col ghiacciolo sciolto.
E ripensavo al paradosso di godersi una relazione nella sua mancanza, proprio per la sua mancanza. Così sosteneva. La stessa che una sera, davanti ad un calice di vino, rosso, ammetteva le nefandezze spirituali dell’assenza prolungata dell’amore. Impegnato ad aprire negozi in giro per la penisola. In questo ambiente rarefatto appariva incoerente la mia tesi.
Eppure ciò che il dottor Maguire fa notare a Will è proprio la medesima deduzione. Quando le cose si sanno, scrivono, pensano stanno lì, per bene, sulla cornice del mondo. La stessa che va in frantumi quando si vive in quel quadro. Quattordici quindicesimi, lei che il quindici nella sua carriera l’aveva conferito solo alla sua bravissima allieva dieci anni prima. Eppure ricordo a malapena le citazioni.
È questo che fa la vera differenza. Un distacco che non era mai pesato come invece potrebbe, se dovesse. Come quando il povero cuore tondo in fondo al pozzo fece quella promessa con voce sommessa, tutto abbozzato e infreddolito. Una promessa non onorata. Un disonore da pagare a rate, tout court.
Ed Elègeo ha avuto la sua parziale vendetta amareggiante, come sempre. Disperata. E leggera. Leggiadra come il battito d’ali soffocato dal sibilare del vento. Leggera. Leggiadra. A volte mi chiedono perché egli sia così esoterico, elitario, labirintico nella trasposizione verbale dei suoi sentimenti. Perché egli stesso ne teme la profondità maestosa e orribile. Forse un giorno deciderà di riaprire le porte delle sotterranee bandite, ripulire i viadotti dagli ingombri affollanti e inondare di deliziosi profumi ed incantevoli illuminazioni i percorsi sinuosi dei fasti incoscienti.
Nello stesso sciogliersi delle parole sulle guance umide, i sorrisi innocenti dei visi pallidi descrivono lance gotiche d’argento. Affilate. Dalle punte avvelenate dal seme violaceo della miseria, arida. Sono le fontane stesse a temere per il loro incessante zampillio. Purpureo.
Il Dandy in adorazione esteticamente net-futuristica
Idee, parole, poesia e arte di un Dandy net-futurista amante dell'estetismo rivitalizzato.
Netfuturismo estetico.
Nome: Gianluigi Ballarani
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Quando scopri che il riflesso di un'anima trova piacere nel contemplare se stessa. Quando il buio di un'onda troppo alta sommerge la tua coscienza. Le grida si fanno spazio in questo arido deserto. L'amore per un vano sogno di bello effimero. Che prima o poi verrĂ bucato. Nell'estasi esteta.
SoGnObuCaTo
Nell'aberrante trionfo di Dioniso si alzino i calici all'ineffabile desiderio di Sè.
Perso
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di uno sguardo
smarrito.
Inutile
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