
Amano definire ed etichettare. Senza pensare. Senza considerare il verbo e la trasposizione. Affondare nel preconfezionato e goderne. Terribile.
Oggi si parla di realtà. La realtà che abbiamo scoperto non esistere se non in una narrativa sconnessa, policentrica e poliedrica. La realtà molteplice, multipla dell’identità. Maestosa.
Le favole esistono se ci si crede.
È la luce soprattutto. La luce della mistificazione dell’immagine reale.
Ricordo che ho pensato spesso a te. Alle ombre dei sentimenti proiettate dalla luce dei tuoi occhi cangianti.
Dalla magia dell’emozione lucente e sofisticata, semplice e arrogante. La delicatezza di una voce sussurrata nel buio acceso solo dalle nostre anime. Calde.
Calde come la neve sotto i nostri passi dondolanti. Lenti, come un respiro. Melodiosi, creano la culla della felicità, dove amiamo ritrovare noi stessi nell'altro. Dove il vuoto non esiste e l'essere si ridimenziona appagato.
Nell'armonia esplosiva del bacio morbido.
E ripensando e rileggendo, si rivive. Riassaporando le immagini in movimento, colorate e ridestate dalle tonalità brillanti e accese, riviviamo un sogno pieno, grondante di delicatezza e sentimento. Il sentimento dell’assurdo che si fa vibrazione e sensazione. La sensazione del groviglio benevolo ed elettrizzante. Il groviglio dell’amore.
È l’amore lo spirito di vita. L’amore che supera l’amore nell’istante. L’amore che deve combattere con l’anima cavalleresca per proteggere un tesoro, prezioso ed eterno.
Che buffo. Sarà l’amore.








