pubblicato venerdì, 28 novembre 2008, 19:21

teatro vuoto


A volte mi interrogo sull’incomunicabilità. Incomunicabilità e pretesa. Quando il sentimento e il silenzio si confondono, quando la voce e lo sguardo si sfocano e le lacrime inondano la pelle. A volte vorrei capire cosa pensiamo davvero, al di là del suono della parola. Vorrei sapere perché il verde deve fare i capricci e perché l’italia è così piccola ma così lenta.

Mi sento come quando hai l’acquolina in bocca, apri il frigorifero e lo trovi tristemente vuoto. Vuoto come i miei pensieri, vuoto come il mio umore.

Non scriverò mai sul blog quanto ti amo.

SognoBucato da ìlDèndi · commenti
tags: amore, gabbia, incomunicabilitĂ 
pubblicato martedì, 25 novembre 2008, 10:30

Ventiagostoduemilaotto

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Solo un minuto, almeno questa volta. L’esperimento va avanti e da 3 toghether dovrò inserire quelli da ripetere.

Stanford e un mare per il bagno del sudore. Non questa volta. Ribadire perentoriamente lo spunto dell’idea embrione dello scrivere per crescere.

KillBurn. Animali a palloncino gonfiati rosso opaco, un cerchio bianco dal contorno rosso barrato blu.

Westh Hampstead. Anche qui murales su casa mignon a mattoncini marroni. Inciampa sul gradino rialzato in bolle fluttuanti rosa e azzurre.

Finchley Road. Mind the gap. Verde: scarpe, pantaloni, sciarpe e borse. A volte mi sento solo. Troppe emozioni non ne fanno una e una lascia troppo

Swiss Cottage. Spazio alle altre mille. Cielo verde stellato nero. Seduzione metropolitana. Tu non mi piaci!!

St. Johns Wood. Vedo nel mio cielo l’aria che fluttua con lettere, parole vocali e consonanti. Ammaliate dalle pressoché infinite possibilità che mi attendono, non attendo più e costruisco torri di babele soffici di parole ed emozioni calcando una delle mille vie che vedo delineate in trasparenza per i miei passi futuri. Esteticamente assordante il mio Sogno Bucato nella scoperta che infine per arrivare al successo ci sono almeno mille vie.

Baker Street. ED intanto il mondo si muove e noi con esso ma non ce ne accorgiamo. Così mi dimentico del nostro mondo piccolo e accogliente per girotonde tutte diverse ed attraenti. Lo so che mi vuoi, ora.

Bond Street. Lo svegliarsi solo su un letto piccolo che fino a poche ore fa era così accogliente giaciglio d’emozione. Devo alzarmi e svegliarmi, fa freddo. Devo scendere.

Green Park. Ma non è ancora finita. In ogni volto si cela un ricordo di sofferenza e uno d’amore.

[scritta indecifrabile]. Io sono indietro di un giorno. Niente panico è solo il venti. Lo STRIKE non si sente. La fine di oggi sarà domani. Ricordalo sempre. Quindi ieri è già finito. Lo dicevo: scrivo per vivere.

Victoria. Sei bravo ed hai anche un pollicione stampato sul tuo libro. Presto lo farò anche io. Ora il caldo è soffocante. Nello spazio.

Pimlico, no smoking please. 4057

Forse è veramente ora di scavallare le gambe e scendere qualunque sia la prossima fermata. Quaderno della consapevolezza. Ci siamo.

Rumore con le parole.

Oggi li guarderò tutti negli occhi perché è il momento che sappiano che quell’azienda sarà mia inesorabilmente. Questa vita è da percorrere quindi via alle idee per la scalata.

Finalmente la moda di giocare con le mie carte, la corsa è iniziata non te lo dimenticare. Questo maglioncino l’ha fatto mia nonna (non vi fa ridere?) Personalmente No!

Dove vai cammello facchino a bagagli fluorescenti arancio acceso

È rosso. No non lo è mai. Il rosso è un’illusione di due minuti al massimo, una pausa di riflessione più che altro

Vauxhall Park, ancora no grazie voce metallica pre registrata 22westnord non mi dimenticherò di te neanche io, non credere.

Wichiflane o la fabbrica del legno. Ho capito lo so che non è per me, ora ti ho stimolato

Tate Library. Ancora pochi passi

Le foglie ruotano volando vorticosamente e io non busso troppo forte. Nessuno si sveglia, nessuno risponde. Due centimetri mi dividono dalla verità ma, purtroppo, sono veramente opachi. Meno male che dieci pounds per il cellulare li avevo e le ricariche si fanno anche da Sansbury!

Una vasca stravagante con le rotelle in mezzo al cortile. Quasi mi faccio un bagno!

SognoBucato da ìlDèndi · commenti (2)
tags: vita, viaggio, vivere, london, tube, scrittura viaggio
pubblicato giovedì, 13 novembre 2008, 00:37
bingo

La nostra scheda infinita, questa volta l'ho conservata.
Bingo. Susseguirsi frenetico di numeri e palle dagli schermi voltaici a schiera posti per creare agio e sensatezza a ciò che è follia e irrefrenabile gioco d'emozione.

Bingo come risposta ai problemi di una settimana quando, nella comodità della poltrona con sedile imbottito, sei concentrato a capo chino sui tuoi numeri da crocifiggere con l'apposito pennarello blu. Il blu un colore d'emozione rilassante, come le poltrone, come i pavimenti. Predisposizione al rilassamento emozioni al trotto quando le luci si affievoliscono.

è lì che il traumatico rotolare di palline proiettate simultaneamente in 56 maxischermi crea disordine e scompiglio. Attanaglia come la stretta alla gola. Ti tiene impegnato quei pochi istanti che ti servono per segnare due linee di soddisfazione, secanti. Il silenzio è rimbalzato da tavolo in tavolo, a tagliuzzarlo solo la voce profonda della donna del bingo, la signora dei numeri. La stessa elegante voce che accende le luci con la frase "signori hanno fatto bingo".

Ma in quella frase non c'è solo la riemersione dal buio della tensione, in quella voce vibrante di tali note si avverte la delusione amara dello scommettitore folle che va al bingo con l'animo con cui affronta la vita. Un affrontare che è più un osservare. Fare da spettatore con l'entusiasmo di un tossicodipendente assorto nei deliri di concentrazione della droga.

Ogni numero che viene chiamato, tu puoi ascoltare. Anche nel tuo tavolo, puoi ascoltare come le persone vivono la vita. 3 voci quasi contemporanee. tanto ora chiamano bingo. tanto ora chiamano bingo. tanto la perdiamo sicuro. L'atteggiamento pessimistico dilagante viene spalmato anche nella sala del silenzio e della signora dei numeri. La sala dell'amorfo e dell'anonimo giocatore. La sala in cima alle scale del purgatorio che assomiglia più ad un limbo.


frustration, frustrazione, rapiditĂ , malessere. dolore


La cosa più sconvolgente è l'emozione e la rapidità. L'emozione ancorata alla luce e la rapidità con cui viene venduta la sconfitta in pezzi da 1 euro, 50 centesimi cumultati a 3 euro e i 3 euro stessi. Non c'è tregua, non c'è la nonnina che chiede "sessantacheeee??" non c'è l'attimo di speranza non c'è la chiacchiera da gioco. C'è solo l'atmosfera e il silenzio e la voce della signora dei numeri. Poi c'è il bingo, ripetuto due volte: B-I-N-G-O

la seconda è una voce meccanica, puro marketing che vuole farti dimenticare la sconfitta e vendertene una nuova al doppio, come nella vita del resto.

ma è la prima che incute il timore della morte dei sensi. è la prima che confessa la sua frustrazione. In quelle 5 lettere c'è la rivalza dalle altre 10milioni di sconfitte comprate. è l'immersione a capofitto nella dinamica del gioco che lo impone: pagamento sconfitta rosicata.

Queste sono le fasi. Quando il terzo aspetto viene palesato provocatoriamente l'animo convenzionale e consuetudinario regisce con sdegno e incomprensione. La normale routine viene spezzata e si rimane attoniti: c'è chi prova vergogna, chi si risente in quelle parole, chi si sente libero chi ancora più frustrato chi offeso. Lancia un sasso e ridi mostrando la mano.

se il sasso serve a svegliare è lecito. Sarebbe immeritevole non farlo.

Emozioni, questa la parola chiave della serata. Emozioni tristi legate al gioco d'azzardo, persone vuote in cerca di contenuti, che vogliono essere riempite da tante palline e, soprattutto, da tanti numeri. I numeri non sono la chiave, ma le emozioni. Ricorda.
SognoBucato da ìlDèndi · commenti
tags: bingo, emozioni, frustrazione, azzardo, rapiditĂ 
pubblicato giovedì, 13 novembre 2008, 00:15

colors, magia, colore, gocce

Mi hanno chiesto di scrivere. Anche oggi. Come se nelle mie parole si nascondesse il senso di pace e soddisfazione che cerchiamo nella vita. Come se trovassimo in esse la meraviglia della scoperta inafferrabile del disincanto disarmato della nube d’emozione e piacere.

Come se la sera, quando la stanchezza annuncia la fine della giornata e la compiutezza della stessa, la dolcezza e la profondità infinita ti avvolgessero cullandoti. Ora le mie parole vogliono essere vicino a te. Mentre sei davanti allo schermo, nella stanza, e puoi sentire il tuo respiro e puoi vedere il tuo computer potresti accorgerti che queste parole fanno parte di te, che riescono a toccare le corde più melodiose e segrete del tuo animo.

Forse è questo il magico effetto che provocano. Posso scriverle ad occhi chiusi, al buio nel mio letto con il laptop sulle gambe, sono mie non ho bisogno di vederle ma di sentirle. Vedo l’oro tra i tuoi capelli e il diamante nei tuoi occhi. Smeraldo.

Oggi l’agiatezza del veicolo curato e moderno ha abbandonato il nostro cammino, almeno nel pomeriggio. Quando roma è buia alle cinque e il verde opaco del tevere risplende luci gialle, lampioni di piazza trilussa. Gli Hotel a 5 stelle sono sempre stati accoglienti e maestosi. Credo che l’ultima stella sia data non tanto alla struttura, quanto al senso di irraggiungibilità e abbondanza che riescono a trasmettere.

Anche oggi è stato così, nonostante si trattasse di sedie di vimini e pareti vetrate. I 5 stelle li riconosci perché mentre cammini per il ristorante o attraversi la zona bar, senti solo dialoghi in lingue straniere.

Poi si sa, l’inglese va per la maggiore.

SognoBucato da ìlDèndi · commenti
tags: parole, scrivere, magia, inglese
pubblicato martedì, 11 novembre 2008, 22:45
storia e sogni

mi sono chiesto cosa sia la storia. Una parola scritta su un sasso, una pergamena sotterrata nella sabbia. Ma forse la storia è la vita lavata nel sangue e nella vecchiaia. La storia sono uomini e donne, la vita di persone che giorno dopo giorno hanno fatto scelte per la sopravvivenza o per seguire un sogno. Hanno sbagliato, sono caduti e si sono alzati.

La storia sono persone che hanno vissuto come viviamo noi ora, che hanno scritto come sto facendo io, con lo stesso spirito con cui noi scegliamo i jeans o i pantaloni di lino hanno selezionato il loro panni.  Hanno mangiato e soddisfatto i loro bisogni, hanno pensato e visto toccato e riprodotto.

Tutto questo è la storia, noi siamo la storia ed un giorno saremo pergamena sotterrata. Questo è bene tenerlo sempre presente. Per chi soprattutto è affetto da depressione. Che ricordi la fine della sua vita, la storia e pensi al fatto che le sue pergamene saranno sotterrate e dissotterrate.

Ricordi che può scegliere la sua vita, ricordi che può essere vittima o carnefice, che può sopravvivere o raggiungere i propri sogni.

Questa è stata la vita, questa è stata la storia. Ora tocca a noi, è una scelta. Un impegno.

io scelgo di essere visionario, scelgo il sogno e l'obeittivo alto e nobile. scelgo la fedeltà all'ideale che strabilia la consuetudine parassita del presentismo dell'oggi, in cui il sogno è degrado in televisione e l'obiettivo è il fine mese.

Credo che la domanda giusta sia questa: quando avrò 80 anni, e mi guarderò indietro, cosa voglio vederE? cosa voglio aver creato?

Pensaci, questa domanda può cambiare la vita.
SognoBucato da ìlDèndi · commenti (1)
tags: vita, storia, vivere, obiettivi, pergamena
pubblicato lunedì, 10 novembre 2008, 14:11
emozionare facendo radio

Non ascolto mai la radio in macchina perchè sono pieno di cd. Questa notte nel ritorno a roma ho fatto un'eccezione, ho voluto immergermi negli stanzini illuminati di coloro che parlano ad un microfono facendo radio, o aspiranti tali.

Muovendo l'antenna tra l'italia ho riflettuto ed amato
ho rivissuto e desiderato,
ho percosso e abbracciato.

Mi è sempre piaciuta la voce calda che si sente ascoltando la radio, la voce che trasmette profondità e calore, la voce che ti culla ti accudisce nel silenzio della tua scatola a ruote messa in strada. Oggi ho desiderato fare radio, voglio fare radio. Perchè voglio essere dentro quell'oggetto a parlare con le persone, a parlare da solo e convincermi che ci sia qualcuno che mi sta ascoltando. Ho deciso che lo farò. La mia voce deve essere calda e rilassante, profonda ed emozionante come quei tipi che ho sentito sta sera.

Voglio un tono morbido che assecondi i vizi delle anime degli ascoltatori. Voglio essere ascoltato e destare piacere e agiatezza, voglio che la vita cambi ascoltando i miei comandi ipnotici metabolizzanti.

C'è un pregio immenso nella radio che è veramente difficile ricreare con qualsiasi altro apparecchio. La randomizzazione. La randomizzazione è il fattore cruciale. Non sapere quale sia la canzone successiva, la possibilità di scoprirne di nuove e, la cosa più bella: la riscoperta.

La riscoperta improvvisa di una canzone rievoca ricordi splendidi quasidimenticati e, sicuramente, in quel momento offuscati. Ti puoi reinnamorare ascoltando una canzone, puoi pinagere un'amico e rivivere una vacanza. Puoi desiderare di tornare nella tua scuola militare a rubare le chiavi dalle stanze del comando per duplicarle ed uscire di notte eludendo le guardie armate. Un uscire che non poteva essere altro da follia di tradizione e orgoglio goliardico dei fratelli che spaccano il mondo insieme. Al costante inseguimento di un sogno di ideale e libertà.

Voglio che la mia vita non smetta di emozionare e stravolgere. Voglio vivere e far vivere. Voglio squarciare il velo della consuetudine e del piattume dell'ignoranza. Dire cazzate, ma profonde, dirle credendoci, con emozione e liberazione.

Voglio rivivere in un'emozione il desiderio di ideale e libertà, voglio farlo per radio. In modo che tra una discussione e l'altra ci si possa risvegliare in un ricordo rievocato dalla canzone dimenticata. Quella pregna di storia e di emozione.

Voglio fare tutto questo. Radio come baluardo di libertà per imporre le nostre parole sull'ascoltatore tenace, che ha voglia di crescere e di mettersi in discussione. Senza la paura di perdere numeri, senza la paura di non fare audience. solo la voglia di un'EMOZIONE POTENTE.
SognoBucato da ìlDèndi · commenti (2)
tags: radio, emozione, voce, macchina, cd
pubblicato sabato, 08 novembre 2008, 01:02

“Buonasera conte”. Elègeo contraccambiò il saluto con un cenno del capo.

Buonasera

La serata era trascorsa nella tracotanza della consuetudine e nella compostezza che l’etichetta sociale tentava di imporre. Quello non era il destino che egli si augurava.

Egli sognava battaglie di parole e lame di emozioni feroci.  Sognava la vita come fosse una brillante fontana illuminata da proiettori di luci in fasci sui zampilli prepotenti e maestosi. Immaginava l’emozione del costante superamento di sé, della fiamma dell’anima in canali viscerali sanguigni. Voleva rinvigorire l’entusiasmo della vita altrui inondandolo con la prelibatezza dei suoi guai.

moon luna piena

Elègeo credeva nella luna. Si rendeva conto dell’abuso smodato che il povero satellite aveva dovuto subire per punizione dell’unica colpa di rendere atmosfera quella che atmosfera era solo lessico tecnico. E lui ci credeva. Credeva nel buio e nel silenzio, nell’assecondare la sua anima viola. E credeva nel verde pulsante, nel blu acceso nel movimento creativo d’evoluzione sensoriale propulsiva e nel trambusto assordante che la sua anima dinamicamente feroce gli mostrava. Non c’erano sé né ma. C’era Lui diviso in due, forse in sette o otto. Tante anime chiuse, per punizione o per gioco, nello stesso meraviglioso pacchetto. Con tanto di fiocco.

Seasonscape_by_alexiuss

Percorso Emozionale Cinestesico

SognoBucato da ìlDèndi · commenti
tags: amore, emozioni, notte, luna, cinestesi, aninme
pubblicato domenica, 02 novembre 2008, 23:52
heaven_by_blackfairy90

Sei la vita
rubata
ridesta
in briciole
d'incanto
SognoBucato da ìlDèndi · commenti (2)
tags: cielo, incanto, bricile
Il Dandy in adorazione esteticamente net-futuristica
Idee, parole, poesia e arte di un Dandy net-futurista amante dell'estetismo rivitalizzato. Netfuturismo estetico.
Utente: mephisto18
Nome: Gianluigi Ballarani

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Quando scopri che il riflesso di un'anima trova piacere nel contemplare se stessa. Quando il buio di un'onda troppo alta sommerge la tua coscienza. Le grida si fanno spazio in questo arido deserto. L'amore per un vano sogno di bello effimero. Che prima o poi verrĂ  bucato. Nell'estasi esteta.

SoGnObuCaTo
Nell'aberrante trionfo di Dioniso si alzino i calici all'ineffabile desiderio di Sè.



Perso

nel buio

di uno sguardo

smarrito.

Inutile

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Benvenuti nel mio Tempio

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