è stato più che surreale. un tuffo nel sogno e nel paradosso. è stato il dare forma alla sostanza, dando altra sostanza. è stato un ricondurre un suono ad una parola, una voce ad una frase, un sorriso ad un susseguirsi farfugliante di a e h. Lo sappiamo, è stato ancora più autentico, perchè c'erano gli occhi.
E questo è spaventoso, irrazionale, quasi incomprensibile.
viviamo nella verità rimandata, nella scelta incontrovertibile e, per questo, controversa. e succede spesso, ripetutamente, che niente possa significare tutto e viceversa. quando basterebbe la consapevolezza del caos irrimediabile a vivere l'autentico. senza il dubbio della sconfintta. fuori dalla trappola della scelta giusta.
ogni azione è impulso d'emozione. amplificata.
frenata talvolta. un'emozione che si fa colore e suono. che si fa sentimento. condiviso.
e ogni volta si cerca la motivazione nella logica e, probabilmente, si trova. ma la verità è che ciò che attiriamo o allontaniamo lo scegliamo profondamente, in tempi non sospetti.
e talvolta ce la mettiamo tutta a resistere, imponendoci regole razionali che non rispetteremo, nel goffo e tragico tentativo di sopprimere la fiamma che alimenta e si lascia alimentare dal sentimento autentico.
"ma non perche non voglio, ma perche deve essere cosi"
a volte le cose accadono e noi gli diamo un perché. è strano pensare al nostro gioco,che in realtà non ci appartiene e forse,proprio per questo,ci appartiene più che mai.
Un gioco di regole non scritte. In cui le parole si fingono emozioni. Quando in realtà sono le emozioni a mascherarsi e confondersi nelle parole e nelle immagini, in movimento. Dove il fascino e l'attrazione si mischiano e si scontrano con il pensiero in un braccio di ferro tra i dovrei e i ho dovuto. Dove non si distingue il premio dal vincitore.
Alcune parole appaiono banali, dentro alcune frasi. Le persone pronunciano pensieri confusi amalgamati a emozioni violacee e sensazioni opache. Profumate dei balsami soffici e inebrianti, come candele colorate accese.
A volte gradirei che le ruote girassero diversamente. Che il tessuto, delicato e prezioso, venisse filato seguendo un disegno nitido della mente.
Senza sorpresa il mondo sarebbe terribilmente noioso. La potremmo chiamare la consapevolezza della pagina seguente. Quando il futuro è già scritto, c’è uno scrittore. E, molto probabilmente, anche qualche curioso lettore. In un mondo in cui si possiede l’illusione genuina e perversa della libera e piena facoltà di scrittura, questi lettori e scrittori apparirebbero come oracoli maestosi, dai divini poteri chiaroveggenti.
È esagerato il numero di esseri umani che anela tali facoltà superbe e intellegibili. Un’esagerazione smisurata.
Questo è il dilemma del sorriso degli dei. Il sorriso dell’Ora. L’uomo trascorre gran parte della propria vita nello ieri e nel domani, dimenticandosi dell’Ora. Ricordando e fantasticando.
Le emozioni sono create dall’oblio. Vivere una pagina già scritta e già letta può svegliare qualche fasulla sensazione di appagamento o di lieve terrore da predestinazione. Ma vivere una pagina ancora da scrivere, scrivendola, crea ed esplode le sensazioni e le emozioni più profonde e disparate. Le emozione dai colori brillanti e dalle fragranze appaganti. Le emozioni autentiche.
Il susseguirsi della vita senza la sua previa conoscenza è il dono più prezioso di cui disponiamo.
Come dimostrare l’onestà della parola è stata da sempre una delle preoccupazioni più importanti dell’essere umano.
Ciò che non capisco è la resa. Quando migliaia di ore, di disfatte, di aggiustamenti di tiro non sono bastati alla perdita della speranza. Ma non per tutti è così. C’è chi per un soffio si perde d’animo. Per un’incomprensione, per un cambiamento da creare. Ma lo sapevamo già.
Ora posso capire il sentimento del rimpianto. Quando l’incubo diventa realtà. E viceversa. Quando, soprattutto, c’è chi agisce alle spalle pensando di farti un piacere. Pensando di salvarti la vita. Invece, te la annega.
Forse questo è uno dei paradossi della comunicazione. Che grande beffa. Per sette minuti di sfogo, ci si sente il diritto di scrutare e lasciarti affondare. Senza permesso.
Mettendoti in faccia verità camaleontiche, opache. Legna secca per il fuoco che divora l’anima.
E il paradosso si completa nella verità non ascoltata. Peggio. Nella verità non creduta.
Elégeo si era dimenticato cosa significasse non riuscire a dormire, divorato da immagini e pensieri. Immagini statiche, dinamiche, sovrapposte. Voci, suoni, canzoni, emozioni e sensazioni. Quando sei sdraiato e guardi il soffitto capita che, come uno zampillo di luce, ti si fiondi davanti agli occhi uno spicchio di ricordo dimenticato. Un’immagine dolce e assuefacente. Delicata. Accompagnata da una voce leggiadra e melodiosa.
Alcune parole perdono il loro significato. Esistono istanti in cui la mente si svuota completamente. E tu sei lì, solo.
Poi invece ripensi al giorno prima in cui tue parole simili erano prese per blasfemia! "Come fai a dire certe cose, la promessa era eterna! Io ci credo!"
Ma la verità è che la scelta autentica è sempre la più difficile da compiere. E i paladini della felicità non lasciano campo facilmente all’angoscia.
Forse Elégeo ancora sogna. Lui è un Principe.
È incredibilmente bello svegliarsi vicino a te.
Dolce tra tuoi capelli. Biondi.
[Aveva ragione, il regalo più bello sarebbe stare insieme]
Amano definire ed etichettare. Senza pensare. Senza considerare il verbo e la trasposizione. Affondare nel preconfezionato e goderne. Terribile.
Oggi si parla di realtà. La realtà che abbiamo scoperto non esistere se non in una narrativa sconnessa, policentrica e poliedrica. La realtà molteplice, multipla dell’identità. Maestosa.
Le favole esistono se ci si crede.
È la luce soprattutto. La luce della mistificazione dell’immagine reale.
Ricordo che ho pensato spesso a te. Alle ombre dei sentimenti proiettate dalla luce dei tuoi occhi cangianti.
Dalla magia dell’emozione lucente e sofisticata, semplice e arrogante. La delicatezza di una voce sussurrata nel buio acceso solo dalle nostre anime. Calde.
Calde come la neve sotto i nostri passi dondolanti. Lenti, come un respiro. Melodiosi, creano la culla della felicità, dove amiamo ritrovare noi stessi nell'altro. Dove il vuoto non esiste e l'essere si ridimenziona appagato.
Nell'armonia esplosiva del bacio morbido.
E ripensando e rileggendo, si rivive. Riassaporando le immagini in movimento, colorate e ridestate dalle tonalità brillanti e accese, riviviamo un sogno pieno, grondante di delicatezza e sentimento. Il sentimento dell’assurdo che si fa vibrazione e sensazione. La sensazione del groviglio benevolo ed elettrizzante. Il groviglio dell’amore.
È l’amore lo spirito di vita. L’amore che supera l’amore nell’istante. L’amore che deve combattere con l’anima cavalleresca per proteggere un tesoro, prezioso ed eterno.
Succede che a volte deve succedere. Quando puoi fissare il tappo rosso di una bottiglia di una plastica zigrinata. Con in testa un cappello bianco dal nastro viola. La notte delle stelle riflette il giallo lampeggiante di una lampadina vecchio stile. Come quando, nel ritmo cinguettato puoi trovare te stesso e accarezzarti, baciare la tua anima medesima. Ripensando al bello che si annida nei tuoi ricordi, quel bello che desidera solo riprender vita nutrito dalle galassie profonde della mente. Vorrei quel che posso. In realtà.
Immagino un paesaggio meraviglioso e maestoso e, mentre lo scrivo, mi chiedo la differenza tra il maestoso e il meraviglioso. La trovo. Nella meraviglia troviamo lo stupore fecondo, fiabesco e fantastico. Nella maestosità troviamo il sentimento straripante di potenza e regalità, come l’intelletto che si fa genio nelle sue più alte manifestazioni.
Ho sempre creduto che troppa razionalità desse origine a sfoghi incustodibili di demenza. Ricordo quelli di Gigio. E rifletto su come la mente associa parole con parole e ad esse lega idee e concetti, ricordi e intenzioni, desideri ed emozioni. Come una ragnatela infinita intessuta dei colori dalle gradazioni più brillanti e molesti. Come un uragano, e non puoi capire di cosa sto parlando, che ti interrompe nel respiro più bello di quel profumo. Denso e intenso.
La vita è piena di queste interruzioni assurde, inutili, moleste. Quelle che ti lasciano il nodo alla gola e le scarpe slacciate. Hai presente quando una frase ti suona male? Che fai? Hai il coraggio di cancellarla per perfezionare ulteriormente la tua composizione?
Ci vuole coraggio nella vita. Il coraggio della scelta autentica, della maschera d’oro e, soprattutto, il coraggio dell’azione. Scrivere mi piace. Scrivere per me. Alle persone piace condividere ed emozionarsi. Un’emozione intensa. Vellutata e soffice ma argentata e coraggiosa. Energica. E dolce. Dolce. Dolcissima. Come le tue labbra. E l’uragano si è già dimenticato.
A volte ci stupiamo di come le emozioni si susseguono e di come certe sensazioni rimangono così impresse nel profondo. Se ripenso al bacio più bello e dolce ho una scena nitida, a colori melodici. Proprio davanti a me. E non importa se oggi ho risolto sette volte il cubo di rubik. Credo sia un numero casuale.
Forse il destino esiste.
O forse no.
Perché voglio credere nell’Homo Faber. Perché a volte capita che si debba lottare tanto per qualcosa in cui si crede veramente.
Hanno respirato tra queste dita centinaia di anime. Letto.
Riletto.
Hanno ascoltato le melodie ipnotiche delle sirene.
Hanno assaporato la loro dolcezza infinita. Fino in fondo.
La musica ha accompagnato e rimescolato tutte le tonalità di emozione. Le parole si sono intrecciate annodate confuse. Hanno brillato la luce pura delle stelle. Sono esplose con esse. Si sono ricongiunte susseguite rincorse.
È stato il sogno dell’amore esploso in zampilli infuocati.
Come le farfalle. Che a seguirle si perdono gli occhi.
Succede talvolta che leggiamo alcune parole, scritte, in un certo momento della giornata che ci lasciano una certa sensazione dentro. Queste parole, come fosse un incantesimo, riescono a farci ripensare a tutti i momenti più belli che abbiamo vissuto con certe persone. Quelle che amiamo. Di quell’amore che è sempre vivo dentro di noi. Adesso, per me possiamo ascoltarle e pronunciarle. Come se fossero scritte appositamente per noi. Ora. Quell’amore senza tempo. L’amore delle emozioni forti profonde infinite. L’amore di bellezza e sentimento. Per me, è l’amore del sogno senza risveglio. Adesso, possiamo accorgerci di come sia la confusione a guidare le nostre idee. Di come le sensazioni si fanno intense. Di come l’amore si accende e si infiamma. Ora, per me l'amore come le farfalle. Questa è la vita.
Il Dandy in adorazione esteticamente net-futuristica
Idee, parole, poesia e arte di un Dandy net-futurista amante dell'estetismo rivitalizzato.
Netfuturismo estetico.
Nome: Gianluigi Ballarani
e-mail: giangi18(et)hotmail.it
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Quando scopri che il riflesso di un'anima trova piacere nel contemplare se stessa. Quando il buio di un'onda troppo alta sommerge la tua coscienza. Le grida si fanno spazio in questo arido deserto. L'amore per un vano sogno di bello effimero. Che prima o poi verrĂ bucato. Nell'estasi esteta.
SoGnObuCaTo
Nell'aberrante trionfo di Dioniso si alzino i calici all'ineffabile desiderio di Sè.
Perso
nel buio
di uno sguardo
smarrito.
Inutile
palpito
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